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Stefano Fabrizi pirotecnico al Festival del cabaret


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Stefano Fabrizi pirotecnico al Festival del cabaret

"Seconda giornata del Festival del cabaret. Venti minuti prima dello spettacolo, la gente è già assiepata attorno al palco. Aspetta Stefano Fabrizi. Oggi c'è stato un problema. I due esordienti che avrebbero dovuto esibirsi non ci sono. Un incidente d'auto. Nulla di grave, però per intrattenere la platea Trau ha scelto Barry Moon. Personaggio singolare, si presenta in un look total black, con un evidente ciuffo di capelli fissato da una generosa quantità di gelatina e un paio di discutibili occhiali dalla montatura argentea. «Un ibrido genetico tra Little Tony ed Elvis Presley», così lo descrive Marco Morici, il presentatore. Apre lo spettacolo, canta due o tre pezzi del mitico The Pelvis. Voce calda, che accompagna le note con dolcezza. Ad un certo punto un problema al microfono rende impossibile sentirlo. Barry Moon continua a muovere le labbra, ma in platea non arrivano suoni. «Bravo!», urla un ragazzo dal fondo della sala. Avrà 16 anni, a lui delle vecchie glorie della musica non gliene importa niente. È qui per Stefano Fabrizi.

Che il pubblico di Roma non sia esattamente generoso, Fabrizi lo sa. È un animale da palcoscenico, fa questo lavoro da vent'anni. E proprio qui ha battuto tutte le piazze, dall'estate romana al "TinaPika", il leggendario locale di Monteverde. Ha lavorato con Gabriele Cirilli e Antonio Giuliani, ha portato i suoi monologhi al Seven Show. Lo sa che, a Roma, la gente che va a vedere un comico ha la malaugurata tendenza a gridargli ogni genere di insulti, tanto per divertirsi un po', per mettersi in competizione con lui. Proprio per questo, non appena sale sul palco, studia un po' la platea e poi improvvisa, come solo i grandi artisti possono fare. «Io non so mai cosa presenterò, nel senso che ho un repertorio molto vasto e mi plasmo su chi c'è in sala. Se c'è un pubblico molto anziano, difficilmente parlo di sesso, perché neanche se lo ricordano più». Parte dicendo di essersi candidato anche lui alle elezioni. È il 9 aprile, come evitare l'argomento? Si è candidato, dice, «perché è un mondo di pazzi» e giù a sottolineare vizi e virtù del quotidiano, a descrivere manie e fissazioni che riguardano un po' tutti. Come quella di portare i figli a giocare in un parco asfissiandoli con ogni genere di raccomandazioni: «Prendi la palla, ma non la lanciare. Corri, ma non sudare». «E che sono una lucertola?», risponde il Fabrizi bambino. Relazioni d'amore, problemi di lavoro, rapporti con «le nostre amiche banche», tutte le incongruenze della vita passano attraverso la lente deformante dell'umorismo. Persino la televisione e i reality show che nessuno ammette di guardare: «A bugiardi!!», scherza Fabrizi rivolgendosi al pubblico. Il Grande Fratello? «Un gruppo di persone che, per il fatto di stare rinchiuse per tre mesi, vincono 300mila euro. A Regina Coeli non l'hanno presa bene». Il ragazzo in fondo alla sala si sganascia, non ha più fiato per fare commenti. 

 
Data: 9.4.2006
 
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Stefano Fabrizi pirotecnico al Festival del cabaret  Roma

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